Evoluzione delle scuole di golf, dei ferri, dei legni e ….. i “ferri mentali?”

Il golf è uno sport in crescita e, come tutti i settori che crescono, vede innovazioni sistematiche e con alta frequenza. Senza tornare troppo indietro nel tempo basta guardare un filmato di un po’ di anni fa per apprezzare nei gesti tecnici, nell’abbigliamento, nelle attrezzature ed anche nei campi grandi differenze rispetto allo stato attuale. I Maestri di golf, nella loro didattica, si avvalgono sempre più di strumenti tecnologici quali i PC, le videocamere, simulatori ed è ormai frequente assistere al nascere di Accademy create dall’aggregazione di più Maestri che si propongono come vere e proprie scuole di golf. I ferri da golf, ormai, di ferro non hanno quasi più niente poiché, come in tutti gli sport, stiamo assistendo all’immissione sul mercato di “ferri” sempre più sofisticati. Shaft in grafite per tutte le età, in acciaio per i più “duri”; ibridi con varie angolature che consentono distanze superiori con relativa facilità di gioco. Il vecchio putt a lama è, praticamente, scomparso ed è stato soppiantato da altri con le forme più varie e dai bilanciamenti anche personalizzabili. I “legni” da golf si chiamano legni perché una volta erano costruiti con quel materiale. Oggi tutti i legni delle varie misure presentano molteplici accorgimenti come quelli anti slice piuttosto che quelli con teste di dimensioni diverse e con forge variegate. Tutti, comunque, sono costruiti con materiali sofisticati e all’avanguardia. L’abbigliamento segue, ovviamente, la moda e, nel mondo dei Professionisti, i dettami degli sponsor. Il golfista amatore, a tutti i livelli di handicap, risulta essere molto attento alle novità che il mercato gli presenta e, soprattutto quando il suo gioco latita, decide sovente di cambiare qualcosa all’interno della propria sacca. Eccolo, allora, in un negozio, davanti ad un simulatore, a scegliere l’attrezzatura più consona al suo swing. Nel giro di pochi mesi, a fronte della sistematica incostanza del suo gioco, il nostro golfista avrà cambiato il putt, il drive e si sarà affidato ad alcuni ibridi. Per quanto riguarda gli approcci avrà messo in garage il 52 o il 54 e si sarà affidato ad un chipper. Grande attenzione, quindi, in tutto il mondo del golf per la didattica tecnica, quindi la scuola di golf, e l’attrezzatura. Nulla di male. Purtroppo questo sport necessita di una componente mentale come nessun altro. Ed allora sorge spontaneo domandarsi perché il dilettante non si preoccupi di dotarsi anche di “ferri mentali” efficienti e all’avanguardia come quelli tecnici. Nel golf elementi come: concentrazione, sicurezza di se, ottimismo, visualizzazione ed altri aspetti legati alla nostra fisiologia cerebrale sono elementi che possono aiutare molto a migliorare la performance. Nonostante ciò quasi nessuno si prende cura di sviluppare queste abilità. Anche il dilettante dovrebbe, pertanto, allenare i propri “ferri mentali” per il golf con la stessa caparbietà con la quale cambia l’attrezzatura e portarsi in campo, quindi, due sacche: una con i 14 ferri consentiti ed una con altri 14 “ferri mentali”. Questi ultimi non si acquistano nei negozi di sport, ma possono essere sviluppati partecipando a specifici percorsi formativi che aiutino il golfista a vivere il proprio sport in maniera più rilassata e divertente. GolfMind propone tali percorsi unendo momenti di teoria a pratici momenti di allenamento mentale e tecnico con il supporto di Trainer altamente specializzati e Maestri Partner.