Il golf e la mente

Abbiamo chiesto ad un campione significativo di giocatori di golf che percentuale d’importanza attribuiscano, nello sviluppo del loro gioco, all’attrezzatura, alla tecnica ed al cervello.
Le risposte tendono a considerare il cervello il maggior responsabile dell’alternanza nelle prestazioni, soprattutto in gara, e ad attribuirgli, quindi, una percentuale d’importanza compresa tra il 50% e l’80%.
Abbiamo allora chiesto quanta attenzione dedichino alla cura delle attrezzature, alla tecnica ed a quella del cervello.
Le risposte sono assolutamente incoerenti con quelle ricevute alla prima domanda. Infatti la grande maggioranza confessa di prestare molta attenzione alle ultime novità, ai progressi della tecnologia ed a far sì di avere nella propria sacca un set di bastoni adatto all’età, all’handicap ecc.. Per quanto riguarda gli aspetti tecnici asserisce di prendere lezioni con discreta frequenza e di usare molti gettoni di campo pratica. Nessuno dichiara di allenare con la stessa assiduità la propria mente.
Questo è il paradosso del giocatore di golf dilettante! E consapevole del ruolo, nel gioco più difficile del mondo, che viene svolto dal cervello e dalla mente, ma non cura questi aspetti pur ritenendoli fondamentali.
Tutti noi, del resto, non siamo consapevoli delle enormi potenzialità che possediamo e degli straordinari risultati che potremmo ottenere sfruttando, anche solo in minima parte, ciò che possediamo naturalmente. Il connubio cervello mente ci può consentire, se ben sfruttato, di perseguire e raggiungere performance impensabili.
Il potenziale è a disposizione di tutti, ma solo coloro che hanno la volontà di prestargli la dovuta attenzione riescono a trasformarlo in fatti concreti.
Capacità di rilassarsi, di concentrarsi, di far lavorare l’immaginazione, di non impartire in certi momenti alla propria mente troppi comandi, di pensare positivo, di fugare le paure tipiche del golfista quali l’ansia da prestazione o lo stress da risultato, di giocare una partita con lo stesso approccio di quando si è in campo pratica, cioè senza il panico del bersaglio e tanto altro, si può ottenere semplicemente allenando, nel golf, la propria mente come ci si allena con il drive.
Le maggiori tecniche fruibili? Training autogeno per acquisire la miglior “postura” mentale; visualizzazione e richiamo per sviluppare la capacità di immaginare; tecniche di gestione del respiro per dominare ansia e stress; autostima e positività per riuscire a guardare lontano con ottimismo, ecc…
In conclusione, se il dilettante dedicasse solo pochi minuti al giorno all’educazione della propria mente al gioco del golf oltre ad ottenere risultati significativi nello sport che, ormai, lo ha ammaliato, ne otterrebbe altrettanti nello sport più importante in assoluto, la qualità della vita di tutti i giorni!